“Era freddo, gelato, non si muoveva, non sapevo se fosse vivo o morto” ma fortunatamente questo piccolino si è salvato.
Un corpicino esile ed esanime, nella sua tutina. Una piccola anima in balia della furia delle acque, soggiogata dalla povertà, dalla sofferenza di una mamma. Perché quale madre affiderebbe la sua vita e quella del suo bambino al mare se non fosse l’unica scelta possibile.
A volte una fotografia documenta solamente un attimo, ma alle volte uno scatto può racchiudere in sé tutta la sofferenza di una condizione.
Quella del neonato salvato da Juan Francisco Valle, guardia civil spagnola, nelle acque gelate di fronte a Ceuta, città autonoma spagnola situata sulla punta settentrionale del Marocco, racconta l’ennesima tragedia della disperazione.
Sua madre lo trasportava sulle spalle, nel disperato tentativo di raggiungere a nuoto, dal Marocco la costa dell’enclave.
Nel volto di quel piccolo, di cui non conosciamo il nome e i cui tratti intravediamo appena, possiamo riconoscere i lineamenti di tutti i bimbi che hanno intrapreso assieme alla loro famiglia o completamente soli tanti viaggi pieni di insidie per mare o per terra, per raggiungere “la terra promessa” un luogo dove poter crescere, poter studiare. Una terra dove poter vivere in pace e dove poter avere il diritto di essere solo un bambino.
Quel corpicino che immaginiamo gelido, sollevato dalle grandi mani di Juan Francisco riporta alla nostra mente le immagini di altri piccoli che non ce l’hanno fatta e che rimarranno per sempre impresse nella nostra memoria, come quella del piccolo Alan Kurdi, bimbo siriano di 3 anni annegato nel 2015 su una spiaggia dell’Egeo.
Il volto di Juan Francisco, racconta tutto il suo sgomento: “Era freddo, gelato, non si muoveva, non sapevo se fosse vivo o morto” ma fortunatamente questo piccolino si è salvato.
“Sono migliaia i giovani, ma anche le famiglie, che nei giorni corsi si sono gettati in mare per raggiungere il territorio spagnolo– riporta ADnKronos – di fronte alla passività delle autorità di confine marocchine. Tra quanti sono entrati irregolarmente in territorio spagnolo si stima che vi siano circa 1.500 minori”.
Il diritto dei minori marocchini di essere bambini
Ai.Bi. da quasi 20 anni è al fianco dei bambini marocchini per garantire loro il diritto a crescere in una famiglia che li ami e il diritto… di essere bambini…
Amici dei Bambini, grazie al prezioso aiuto del Sostegno a Distanza permette ai minori soli, abbandonati o in difficoltà familiare ospiti del centri di accoglienza partner dell’associazione, come Maison d’enfants Akkari, di poter studiare, essere curati, di essere alimentati adeguatamente e agli adolescenti, di frequentare laboratori di formazione professionale per accompagnarli verso un futuro fuori dall’istituto.
Aiutaci anche tu. Attiva un Sostegno a Distanza. Bastano 25 euro al mese.
Visita la pagina https://www.aibi.it/ita/adozione-a-distanza/adozione-a-distanza-in-marocco/#la-maison-Enfants-akkari
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


