il prossimo 16 maggio, alle ore 10.00, Papa Francesco celebrerà la Santa Messa della solennità dell’Ascensione, con la comunità dei fedeli del Myanmar residenti a Roma.
In Myanmar sono trascorsi più di tre mesi dal golpe militare che ha destituito Aung San Suu Kyi, leader politico e Premio Nobel per la pace e nonostante i numerosi appelli al dialogo, le repressioni e le violenze nel Paese non accennano ad arrestarsi.
Simbolo della lotta pacifica contro la violenza che si è scatenata verso i manifestanti, principalmente giovani, che chiedono il ritorno dello Stato di diritto è una suora coraggiosa.
Suor Ann Rose, questo il suo nome, il 28 febbraio, mentre a Myitkyina, nel nord del Myanmar imperversava la protesta, si è parata dinnanzi all’esercito schierato, supplicando: “Uccidete me, non la gente!”. Opera di mediazione che Suor Anne Rose, ha tentato anche l’8 marzo ma purtroppo questa volta, racconta Aleteia, due giovani hanno comunque perso la vita.
Anche Papa Francesco ha elogiato il gesto della coraggiosa suora chiedendo la cessazione delle violenze nel Paese: “Ancora una volta e con tanta tristezza sento l’urgenza di evocare la drammatica situazione in Myanmar dove tante persone soprattutto giovani stanno perdendo la vita per offrire speranza al loro Paese. Anche io mi inginocchio sulle strade del Myanmar e dico: cessi la violenza. Anche io stendo le mie braccia e dico: prevalga il dialogo. Il sangue non risolve niente. Prevalga il dialogo”.
E il prossimo 16 maggio, alle ore 10.00, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa della solennità dell’Ascensione, con la comunità dei fedeli del Myanmar residenti a Roma. Un gesto di vicinanza e di affetto del Papa verso la comunità birmana che sta vivendo da mesi nella violenza e nella repressione.
Foto (Vatican News)
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