Intervista al TG5: “Le persone non utili si scartano. Come i bambini mandandoli al mittente quando hanno qualche malattia : prima della nascita si cancellano dalla vita”.
Come accoglie la società di oggi le persone più fragili, quelle più bisognose di aiuto, di attenzione, di sostegno? Quelle che secondo la mera logica consumistica non ci sono “utili”? Non portano “valore aggiunto” secondo sistemi privi di valori profondi? È semplice… si “scartano”. È così per i bambini non voluti, per gli anziani fragili, per i malati terminali, per i migranti lasciati morire in mare.
“Non dimentichiamoci di una brutalità che succede in questa nostra cultura: noi possiamo dire che questa è la cultura dello scarto. Quello che perde l’utilità si scarta – afferma Papa Francesco in un’intervista rilasciata al tg5 e riportata dal Giornale di Brescia – Le persone che non sono utili si scartano. Si scartano i bambini, non volendoli, o mandandoli al mittente quando si vede che hanno qualche malattia, o quando semplicemente non sono voluti: prima della nascita si cancellano dalla vita”.
E in particolare sul tema dell’aborto il Santo Padre commenta: “Io ho il diritto di fare questo? La risposta scientifica: la terza settimana, quasi la quarta, ci sono tutti gli organi del nuovo essere umano nel grembo della mamma, è una vita umana. Io faccio questa domanda: è giusto cancellare una vita umana per risolvere un problema, qualsiasi problema? No, non è giusto. È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Uno che uccida la vita umana? Questo è il problema dell’aborto. Scientificamente e umanamente”.
Bambini, anziani, malati, migranti: ecco le vittime della cultura dello scarto
Ma la cultura dello scarto coinvolge tutti i più fragili, bambini, malati, anziani: “Anche scartare i bambini – come ho detto prima – senza educazione se ne scartano per sfruttarli dopo – sottolinea Papa Francesco– senza togliergli la fame, crescono malati e muoiono. I bambini non producono e vengono scartati. Scartare gli anziani: gli anziani non producono e vengono scartati. Scartare gli ammalati o accelerare la morte quando è terminale. Scartare affinché la cosa sia più comoda per noi e non ci porti tanti problemi”.
E Papa Bergoglio non dimentica anche i migranti che hanno perso la vita in mare, sulle rotte della speranza: “Sulla nostra coscienza pesa la gente che è affogata nel Mediterraneo perché non la si lasciava venire. Come si gestisce dopo, quello è un altro problema che gli Stati devono affrontare con prudenza e saggezza ma lasciarli affogare per risolvere un problema dopo non va. Nessuno lo fa con intenzione, è vero, ma se tu non metti i mezzi di aiuto è un problema. Non c’è intenzione, ma c’è intenzione”.
“In questa cultura dello scarto – conclude Papa Francesco – ci vuole una cultura dell’accoglienza: invece di scartare accogliere. Non vale la cultura dell’indifferenza. Questa è la strada per salvarci, la vicinanza, la fratellanza, il fare tutto insieme. Fratellanza che non vuol dire fare un club di amici, no. Tutti”.
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