“Non ci sono momenti nella nostra vita per Dio, ed altri che non Lo riguardano. È quando dedicheremo almeno dieci minuti al giorno alla preghiera, solo per Dio, potremo incontrarlo e amarlo durante gli altri minuti”.
Quello appena trascorso è stato un Natale diverso dagli altri. Più intimo, più raccolto e anche se molti di noi non hanno potuto trascorrere queste festività con le persone care a causa dell’emergenza sanitaria, il significato profondo del Natale non è di certo venuto meno.
“Il Natale è la grazia che ci viene offerta di accogliere il Verbo fatto Carne. La verità del Natale è la Buona Novella annunciata dagli angeli: “Oggi è nato per voi un Salvatore”, e questo è ciò che dà significato a tutti gli aspetti della festa”.
Ricorda Christine Ponsard in un bell’articolo su Aleteia.
Un messaggio profondo, che ogni 25 dicembre entra nelle nostre vite, ma che a volte durante l’anno tendiamo a dimenticare presi dalle incombenze della nostra vita quotidiana.
Un messaggio d’amore
Il messaggio del Natale è un messaggio d’amore: “Dio ci ama così tanto che per noi Egli si è fatto uomo – scrive Aleteia – “Dio si dona a noi e si rivela a noi, non nella magnificenza, nella ricchezza, o nel potere, ma nella piccolezza e nella povertà. Come potremmo allora ricercare onori, ricchezze e potere quando Dio stesso è nato nella povertà, allorché si è fatto bambino? Dio ci insegna ad accettare totalmente i nostri limiti e le nostre dipendenze. Gesù non ha subìto la Sua condizione umana: l’ha amata. Ci porta ad amarla, con tutti i suoi limiti, le esigenze e le dipendenze proprie ad ogni età. Gesù non ha finto di essere un bambino, lo è stato davvero. Dio Si fa molto vicino a noi, Egli è il “tutt’altro”, eppure si mette alla nostra portata”.
Una testimonianza fondamentale che dobbiamo imparare a ricordare e custodire nei nostri cuori sempre, tutti i giorni dell’anno e non solamente la vigilia di Natale, portandoLa con noi nella nostra quotidianità: in famiglia, a lavoro, nelle nostre relazioni.
Dio si è fatto carne e questo “molto concretamente, implica che ci è dato di incontrare Dio, di servirlo e di amarlo attraverso tutto ciò che costituisce la nostra vita di uomini. Non c’è Dio da una parte, e la nostra esistenza carnale dall’altra. – sottolinea Aleteia – Non ci sono momenti nella nostra vita per Dio, ed altri che non Lo riguardano, non siamo degli esseri tagliati in due, con l’anima per Dio e il corpo estraneo a Dio”.
L’importanza della preghiera
Allora “Se è vero che Dio ci dona di incontrarLo e di amarLo in ogni istante della nostra giornata, attraverso tutto ciò che viviamo, non dobbiamo dimenticare che ciò che dà “respiro”, il respiro dello Spirito Santo, ad ogni minimo nostro gesto, che sia lavarsi i denti o sbucciare un frutto, è la preghiera. – spiega Christine Ponsard – È quando dedicheremo almeno dieci minuti al giorno alla preghiera, solo per Dio, che potremo incontrarlo e amarlo durante gli altri minuti”.
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