Ogni scelta posta nella vita quotidiana ha una conseguenza sulla vita della coppia: o mi avvicina al mio coniuge o me ne allontana
Un metodo per salvare le coppie in crisi con… tre padelle. Lo ha raccontato il noto psicoterapeuta americano Gary Chapman, nel suo libro del 2011 “A marriage carol”, in realtà un romanzo. Il racconto narra la storia di Marlee, una donna che, dopo un matrimonio durato vent’anni, sta per affrontare il divorzio. In questa storia, per l’appunto, il lettore è guidato alla scoperta di tre padelle che, quasi come gli spiriti di Canto di Natale, la novella di Charles Dickens, simboleggiano, rispettivamente, il passato, il presente e il futuro della coppia.
La prima padella è quella rivolta all’indietro, ai trascorsi di una coppia, ai ricordi sui quali un’unione si è cementata. Un modo, questo, per rivivere la storia del rapporto e per prendere coscienza, nel caso, di un eventuale rimorso che non è magari mai stato formulato ma che ha danneggiato la relazione: il rimorso di non poter tornare indietro.
La seconda padella è quella del presente, dell’attualità. Uno sguardo sui figli, sulla comunità che circonda la coppia. Realizzare quante persone la amino e la circondino d’affetto aiuta gli sposi a riflettere. Si menziona anche il potere della preghiera: il sapere che qualcuno prega per la coppia è una lezione di umiltà.
L’ultima padella lè quella del futuro, di un futuro che magari si immagina migliore guardando altrove, nell’idea che il “giardino del vicino” sia “sempre più verde”. Ma, spiega Chpaman, “la più grande speranza di un amore per tutta la vita non può concretarsi che con la persona cui avete detto ‘sì’ in chiesa”. La protagonista del libro, attraversando queste tre fasi, trae importanti lezioni sulla propria vita e sulle proprie scelte.
In generale, comunque, come riporta il magazine Aleteia.org parlando proprio di questo testo, bisogna capire che “ogni scelta posta nella vita quotidiana ha una conseguenza sulla vita della coppia: o mi avvicina al mio coniuge o me ne allontana”, così che “tutto sta nel discernere le scelte che avvicinano i coniugi e quelle che li allontanano l’uno dall’altro”.In secondo luogo non bisogna mai perdere la speranza di salvare la coppia, non chiaramente quella della passione degli inizi, ma quella di un futuro insieme. Se Chapman poi, come spiega ancora Aleteia, “incita le coppie in difficoltà ad aggrapparsi alla speranza di un terzo, il vero salvatore nella storia non è certo il terapeuta, bensì Dio. Tutto sta nel lasciarlo agire e nel dargli fiducia. La più grande speranza risiede in un amore che sta fuori di noi: l’amore di Dio nella sua volontà di riconciliarci con lui”.
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