L’attore, scomparso ieri a 80 anni, in gioventù pensava di farsi prete. Tra i suoi modelli Sant’Ignazio di Loyola
Ieri, 2 novembre 2020, è scomparso per problemi cardiaci all’età di 80 anni il celebre attore romano Gigi Proietti. Una figura, la sua, compianta da tutti. Proietti, infatti, era uomo non solo dotato di grande talento, carisma e cultura, ma anche di una intensa spiritualità. Lo ricorda il magazine Aleteia.org che riporta, tra le altre cose, come, in un’intervista Proietti avesse ammesso di aver pensato, in gioventù, di prendere i voti. “Facevo il chierichetto nella mia parrocchia a Roma, quartiere Tufello – aveva detto – e sapevo a memoria tutta la messa in latino. Non importava che capissi poco, sentivo il fascino della liturgia, della tonaca. La mia povera mamma ripeteva spesso: ‘Farà quel che il Signor vorrà!”.
Proietti, nella sua carriera, ha anche avuto modo di vestire i panni di figure di primo piano del cristianesimo. Tra queste, quella di San Filippo Neri, in “Preferisco il paradiso“. “Bisogna fare una distinzione – aveva detto l’attore in un’intervista – San Filippo Neri era chiamato il ‘santo della gioia’ e la gioia in senso religioso è qualcosa di più profondo, ma era anche allegro, così dicono le cronache del tempo. A me è piaciuto per questo aspetto. Anzi, credo che uno dei motivi per cui hanno pensato a me sta proprio nella mia allegria: non che stia sempre a ridere, però provo a trovare il lato divertente delle cose. San Filippo aveva, poi, un doppio aspetto, assolutamente non dicotomico: la vocazione alla preghiera, alla solitudine e il desiderio di esternare, di stare in mezzo alla gente. Fu un Santo gioiosamente vissuto in carità”.
Gigi Proietti e quella passione per la spiritualità
“È evidente – aveva detto ancora Proietti – che facendo questi film sono venute fuori un po’ di cose legate alla mia vita: il ricordo è quello dell’oratorio, poi ci sono stati gli allontanamenti. Continuo a pensare che Gesù sia stata la figura più rivoluzionaria della storia. Diciamo che negli ultimi anni si sono intensificate in me alcune domande. Penso più spesso al trascendente”.
Nel novembre del 2014, durante un’intervista con la trasmissione “A Sua Immagine”, aveva spiegato la sua attrazione per Sant’Ignazio di Loyola. “Mi intriga – aveva detto Proietti dei santi – conoscere i loro dissidi, le vicissitudini che li hanno portati all’onore degli altari”.
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