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Accoglienza. Un’unica parola che racchiude in sé un mondo 

Nell’intervista esclusiva a Maria ed Enrico Gallozzi, neo direttori della Pastorale Familiare della diocesi di Salerno Campagna Acerno, il significato e l’importanza della famiglia al giorno d’oggi.

Accoglienza. Un’unica parola che racchiude in sé un mondo. Un atto di fiducia e di apertura verso il prossimo. La decisione di superare i propri egoismi per donarsi e ricevere l’altro.

Sarà questa parola rotonda, morbida, calda come un abbraccio a rappresentare il tema conduttore del primo anno di attività di Maria Piscopo ed Enrico Gallozzi, chiamati a dirigere la Pastorale Familiare della Diocesi di Salerno Campagna Acerno: “Già nel matrimonio c’è un atto di accoglienza vicendevole – raccontano Maria ed Enrico Gallozzi – poi c’è l’accoglienza dei figli e infine c’è l’accoglienza dell’altro nelle comunità e nella Chiesa tutta”.

Una nomina giunta all’improvviso che ha colto di sorpresa i coniugi: “La nomina a direttori della Pastorale Familiare della Diocesi di Salerno Campagna Acerno è giunta del tutto inaspettata – spiegano Maria ed Enrico-  Un sabato di agosto abbiamo ricevuto una telefonata da Don Adriano d’Amore che ci chiedeva la disponibilità a ricoprire questo incarico – continuano- Siamo stati molto felici per questo atto di stima nei nostri confronti ma anche un pochino spaventati perché è sicuramente un grande impegno”.

Un ruolo importante, di cui certamente Maria ed Enrico sapranno farsi carico. Una fiducia ben riposta nei confronti di una coppia che ha fatto dell’accoglienza e dei valori cristiani il proprio stile di vita: “Crediamo fermamente che l’accoglienza sia fondamentale. Aiuta a vivere meglio perché arricchisce non solo chi è accolto ma anche chi accoglie – dichiarano-  Ecco perché abbiamo scelto questo termine come valore per il cammino della Pastorale Familiare di quest’anno”.

La famiglia come luogo di accoglienza e di amore

E Maria ed Enrico Gallozzi conoscono appieno l’importanza e il significato di questa parola. Nella loro bellissima famiglia hanno accolto ben 5 figli, tre biologici e due arrivati dall’altro capo del mondo, prima nel 1999 dal Brasile e poi nel 2013 dalla Cina: “Queste esperienze hanno cambiato la vita di tutta la famiglia ed il nostro modo di guardare le cose. Vederli crescere, vederli acquisire sicurezza e realizzare i loro sogni è impagabile. – raccontano– Nel mondo ci sono oltre 160milioni di minori che vivono fuori famiglia che aspettano una mamma ed un papà disposti ad accoglierli come figli e a farsi accogliere come genitori. L’adozione è una cosa meravigliosa seppur impegnativa”.

Maria ed Enrico credono fermamente che sia fondamentale per ogni bambino vivere con una mamma ed un papà che li ami: “Non esiste altra possibilità. E’ l’unica”,  sottolineano. 

“Pensiamo ad esempio quando è malato e ha bisogno di cure o di amore… Proprio stanotte la nostra piccolina ha fatto un brutto sogno ed è corsa nel nostro lettone per farsi consolare – raccontano– Se non ci fossimo stati come avrebbe fatto?”.

La famiglia quindi come luogo di accoglienza ed amore tra i coniugi, per i figli ed anche verso il prossimo.

Le famiglie devono tornare ad essere protagoniste della vita della Chiesa

Proprio alle famiglie Enrico e Maria si rivolgeranno nel loro ruolo di direttori della Pastorale Familiare, lavorando affinché tornino ad essere protagoniste della vita della Chiesa: “Purtroppo oggi nella Chiesa la famiglia ha spesso solo un ruolo di fruitore di servizi: battesimi, comunione, cresime, messe in suffragio etc.- spiegano– Spesso il far partecipare i figli ai vari corsi di catechismo, Azione Cattolica o scout sembra più visto come l’opportunità di “parcheggiare” i figli per qualche ora ed aver tempo di fare le proprie commissioni piuttosto che un luogo di formazione per tutta la famiglia. Gli oratori vengono scambiati per ludoteche. Noi vorremmo che la famiglia diventasse protagonista della vita della Chiesa”.

E la famiglia oggi, in effetti, presa tra mille impegni e problemi forse ha perso quella vena di solidarietà, di aiuto reciproco e di  vicinanza verso la comunità, valori che per tanti anni  sono stati il tratto distintivo delle nostra società. Una famiglia che oggi è sempre più spesso pericolosamente chiusa in se stessa e che, in questo modo, secondo i coniugi Gallozzi, rischia di implodere: “Se invece riscoprisse i valori che per tanto tempo hanno caratterizzato il nostro popolo come la generosità, la disponibilità ad aiutare chi è in difficoltà, l’accoglienza potrebbe sicuramente dare un grosso contributo alla società intera ed alleviare il peso che tante famiglie sopportano”.

Maria Cristina Sabatini

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