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Pellegrinaggio della famiglia. “L’adozione é rispondere a una chiamata: diventare genitori per un bambino che è rimasto senza famiglia”

La testimonianza di Enrico e Maria Gallozzi: Gesù chiede la sua collaborazione per compiere i suoi miracoli. Così ci ha chiesto di riempire ‘le nostre giare’, accogliendo due bambini abbandonati

Si è parlato anche di adozione al 13esimo “Pellegrinaggio nazionale della famiglia per le famiglie“, patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e promosso dall’associazione “Rinnovamento nello Spirito Santo“, con la collaborazione del Forum Nazionale delle Associazioni Famigliari, la Prelatura Pontificia di Loreto, la Prelatura Pontificia di Pompei e l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI – Conferenza Episcopale Italiana e tenutosi a Pompei e Loreto sabato 12 settembre. La funzione religiosa ha infatti visto l’intervento di Enrico e Maria Gallozzi, del Gruppo Famiglie della regione Campania de La Pietra Scartata e di recente nominati responsabili della pastorale familiare della Diocesi di Salerno. I due hanno portato la testimonianza della loro scelta di vita.

“Siamo Enrico e Maria – hanno raccontato – sposati da 32 anni il Signore ci ha fatto dono di cinque figli: tre biologici e due adotttati. Nel dare la nostra testimonianza vogliamo partire dal passo evangelico di Giovanni che parla delle nozze di Cana e mette al centro la trasformazione dell’acqua in vino. Gesù compie questo miracolo, ma affinché questo avvenga sono necessari l’ascolto e l’obbedienza dei servi ai quali Gesù chiede di riempire le giare di acqua. L’obbedienza di quei servi non è un gesto passivo, ma esprime una forma di fiducia in lui. Essi devono diventare suoi collaboratori affinché il miracolo avvenga e il miracolo avviene veramente. Quello sarà il vino migliore di tutta la festa! Anche a noi due il Signore ha chiesto di riempire le nostre giare, accogliendo due bambini abbandonati: uno dal Brasile, nel 1999, e una dalla Cina nel 2013. Erano due bambini che avevano perso la loro dignità perché non erano più figli e forse non lo erano mai stati e sono stati trasformati nei nostri figli, dando gioia a tutta la famiglia”.

“L’adozione – hanno proseguito i Gallozzi – non è un gesto di carità, ma è rispondere a una chiamata: diventare genitori per un bambino che è rimasto senza famiglia. I figli non ci appartengono, sono un dono. E come tale vanno accolti, qualunque sia la loro origine. Ogni bambino ha diritto ad avere una famiglia: una mamma e un papà. Seppure l’esperienza dell’adozione sia impegnativa e faticosa, così come è faticoso prendere le giare e riempirle di acqua, il risultato ci ripaga 100 volte tanto Il brano evangelico delle nozze di Cana non racconta un fatto di cronaca avvenuto 2mila anni fa, né vuole dimostrare che Gesù faceva miracoli. Questo lo sappiamo già. Oggi a tutti noi, uomini e donne del XXI secolo questo brano fa comprendere che Gesù chiede la nostra collaborazione per compiere i suoi miracoli. Egli è sempre pronto a trasformare la nostra acqua in vino e noi siamo disponibili a prendere le nostre giare e a riempirle di acqua?”

Guarda il video della funzione a Pompei (intervento al minuto 33 circa):

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