Buongiorno,
sono una ragazza molto giovane, 20 anni, rimasta incinta di un uomo che, tuttavia, non vorrei sposare. Ho scelto di voler portare avanti la gravidanza e non avrei mai potuto optare per l’aborto. Ma non ritengo il padre biologico del bambino la persona adatta per costruire una famiglia.
Sto commettendo qualcosa di sbagliato?
Giulia
Cara Giulia,
Qualche decennio addietro chi aveva un figlio fuori dal matrimonio era considerato socialmente disdicevole. Lo rivela, del resto, l’appellativo “ragazza madre” con cui ci si riferiva a queste donne, dal tono vagamente negativo e dispregiativo. A maggior ragione questo avveniva nel caso di donne minorenni o comunque molto giovani. In un’epoca in cui la vita sessuale fuori dalla vita coniugale era considerata immorale si finiva per essere socialmente emarginati. Questo dava vita al fenomeno del cosiddetto “matrimonio riparatore”: si doveva sposare il padre biologico del bambino, pronto o meno che fosse a svolgere questo ruolo, per “salvare la faccia”.
Diverso è il contesto attuale, in cui la promiscuità sessuale è non solo tollerata ma, alle volte, addirittura promossa. La critica che oggi viene rivolta alle “ragazze madri” è piuttosto dovuta al fatto che non abbiano usato contraccetivi o non abbiano fatto ricorso all’aborto, scelta che è spesso e purtroppo considerata sciocca o da sprovvedute. Il sesso, infatti, oggi è ridotto a un piacere solipsistico, che possibilmente non deve produrre esiti indesiderati, come una gravidanza…
Tuttavia, di fronte a questo scenario, anche la sensibilità della Chiesa sul tema è mutata. Chi decide di portare avanti una gravidanza, di non stroncare una vita, anche al di fuori del matrimonio, merita rispetto. Certo, ci sono casi in cui una gravidanza accelera la scelta del matrimonio in una coppia di lungo corso non ancora sposata. Ma, alle volte, il padre del bambino non è disposto ad assumersi le proprie responsabilità o è la madre a non voler forzare questa, scelta, per le motivazioni più svariate. Se è vero che un bambino avrebbe bisogno di una madre e un padre per crescere in armonia è altrettanto vero che un matrimonio forzato potrebbe produrre effetti deleteri in futuro.
In questi anni la Chiesa e la comunità cristiana, hanno volentieri accompagnato nel loro percorso le ragazze che, come te, hanno scelto di “dire sì alla vita”, pur avendo a disposizione una facile via d’uscita quale appunto l’aborto. La tua è una scelta di coraggio e di amore. E, solo per questo, va rispettata.
Cordiali saluti,
La redazione
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