I moderni Erode sono figli di un’epoca e di una società immerse in un vuoto senza fine
La violenza sui bambini è presente, a testimonianza della incredibile contemporaneità delle Sacre Scritture, anche nel Vangelo, quando si narra della “strage degli innocenti” voluta da re Erode nel tentativo di eliminare Gesù in fasce. Ma diversi altri sono gli episodi narrati nella Bibbia. Purtroppo le cronache ci dimostrano che quei racconti non sono solo il monito contro una brutalità appartenente a tempi passati. La morte del piccolo Gioele, come quella del piccolo Evan, massacrato di botte all’età di un anno e mezzo nel ragusano, sono la testimonianza più cruda che la violenza sui bambini, sulle più indifese e innocenti delle creature, è ancora tra noi. Il male più puro trova la propria espressione sublimata nell’uccisione di una creatura indifesa, nel sacrificio umano di un infante.
Strage degli innocenti: i bambini come vittime sacrificali su cui scaricare le frustrazioni degli adulti
I bambini, nello squilibrato ed esasperato odierno mondo globalizzato abitato da invidui divenuti atomi sociali, diventano infatti le vittime sacrificali su cui scaricare le frustrazioni da parte di adulti sempre meno a loro agio con sé stessi, sempre più preda di istinti depressivi. Adulti solo nel corpo, ma incapaci di conferire ai bambini quella sicurezza che deriva dall’essere autorevoli, come uomini e, soprattutto, come genitori. Così, il disprezzo per una vita agli albori è quanto di più significativo per simboleggiare l’odierna società priva di qualsiasi riferimento, di qualsiasi punto fermo. Una società che, immersa in un vuoto senza fine, disprezza non solo la vita dei bambini ma, alle volte, anche la vita tout court.
Strage degli innocenti: il legame con l’aborto e la “cultura dello scarto”
A questa concezione può essere collegata quella “cultura dello scarto” che fa sì che l’aborto, l’uccisione di un bambino nel grembo materno, possa perpetuarsi con modalità “farmaceutiche”, uccidendo il nascituro come si fa con un qualsiasi battero o virus, con l’ausilio di una pillola. Il concepito, così, diventa un problema da eliminare. O da scartare, per l’appunto. Quando l’eliminazione del minore, purtroppo e come nei casi di Gioele ed Evan, non assume connotati violenti, rabbiosi, sanguinari. I moderni Erode, così, continuano a uccidere. E la strage degli innocenti, ogni giorno, si ripete.
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