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Adozione, ultima spiaggia? Non si adotta per un di meno, ma si adotta per un di più

L’adozione non è una seconda scelta. Il pensiero non deve essere ‘perché purtroppo non siamo riusciti ad avere un figlio naturale, ora ci “accontentiamo” di un figlio adottivo”.

Tutto ha inizio, come spesso accade, da una gravidanza che non arriva e da un grande desiderio di maternità e di paternità che incombe, da riversare come un fiume in piena su un bambino solo, che da quel momento nascerà nuovamente figlio per esserlo per sempre.

Certo, il percorso di adozione, è una strada impegnativa che comporta un importante investimento emotivo, ma come raccontano Emanuela e Francesco in un’intervista a Vasto web, “quando arriva l’idoneità è come leggere un test di gravidanza. Sai che tuo figlio arriverà. Una gioia infinita”.

Emanuela e Francesco fanno parte di “Famiglie per l’accoglienza”, un gruppo di famiglie adottive e affidatarie che si sostengono a vicenda. Perché nel percorso dell’adozione è importante il sostegno dei propri cari e di chi nella stessa esperienza è già passato e può supportare e consigliare. “Nessuna famiglia dovrebbe affrontare questo percorso da sola – spiega la coppia- e lo stesso dovrebbe valere anche per quelle con figli naturali, perché c’è sempre un momento in cui si ha bisogno di aiuto”.

Per Emanuela e Francesco la genitorialità adottiva è una vera e propria vocazione, che necessita di una preparazione differente rispetto a quella naturale. Loro lo sanno bene, visto che dopo l’adozione hanno avuto la gioia di avere un altro figlio, questa volta biologico e ci tengono a sottolineare: “l’adozione non è una seconda scelta. Il pensiero non deve essere ‘perché purtroppo non siamo riusciti ad avere un figlio naturale, ora ci ritroviamo con un figlio adottivo’ ma grazie al fatto di non riuscire ad avere un figlio naturale, abbiamo avuto la grande Grazia di incontrare nostro figlio”

E questa è la testimonianza più bella.

 

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