Conoscenza di sé, dell’altro e un progetto di vita condiviso, così il matrimonio sarà per sempre!

L’amore basta per far durare un matrimonio?
AI corsi prematrimoniali si insegna l’importanza di “sposarsi ogni giorno”. Di svegliarsi ogni mattina con l’idea di cosa potremmo fare per rendere felice nostro marito o nostra moglie, in un incontro reciproco di amore, rispetto e gratitudine l’uno verso l’altro. Certo, lo sappiamo bene, non è sempre facile, soprattutto quando la vita e le preoccupazioni di tutti i giorni si pongono nel mezzo, sviandoci dai nostri buoni propositi.
E allora?
Quali sono le regole per far funzionare un matrimonio? O anche… quali sono le domande da porsi prima di fare “il grande passo” perché possa essere veramente per sempre?
Francesca Squarcia, avvocato del Foro di Roma e del Tribunale apostolico della Rota romana, nel suo libro “L’amore basta? Tre domande da farsi prima del matrimonio”, cerca di dare una risposta alle tante separazioni di coppie che sembravano molto innamorate, ma che dopo pochi anni, hanno deciso per la via della separazione.
Secondo l’esperta, la prima criticità che attanaglia il matrimonio è dovuta proprio al cuore o meglio a quel turbinio di emozioni che l’altro in noi suscita e che spesso può far scambiare attrazione e desiderio per l’amore con la A maiuscola.
Un sentimento che a differenza dei primi, scava nel profondo dell’intimo umano e deriva da una profonda conoscenza di se stessi, dell’altro e dall’esistenza di una progettualità condivisa.
Sono tre i quesiti, ispirati alle indicazioni di Papa Francesco in Amoris Laetitia, a cui Francesca Squarcia suggerisce ai giovani fidanzati di rispondere prima di decidere se convolare a nozze:
“Il matrimonio è una cosa buona per me? Il matrimonio è una cosa buona per me con questa persona? Quale progetto di vita coniugale intendiamo realizzare insieme?”.
Il matrimonio è una cosa buona per me? Il matrimonio è una cosa buona per me con questa persona?
A volte la crisi coniugale deriva non da un comportamento sbagliato dell’altro ma ha origine dalla nostra maturazione personale, dalla nostra consapevolezza di ciò che siamo e di cosa desideriamo veramente.
A volte non conosciamo l’altro così nel profondo come pensiamo o ci accorgiamo troppo tardi che il progetto di vita che vorremmo realizzare con il nostro futuro marito non si allinea con gli obiettivi dell’altro.
Quale progetto di vita coniugale intendiamo realizzare insieme?
L’autrice pone infine l’accento sull’importanza di possedere un progetto di coppia condiviso.
Sono tre secondo Squarcia le caratteristiche fondamentali di un matrimonio, così come voluto da Dio:
l’apertura alla prole, l’impegno alla reciproca fedeltà e l’impegno a costruire l’amore ogni giorno per tutta la vita.
Un progetto di vita condiviso in cui la coppia non sia allineata su questi tratti principali, non ha modo di esistere.
Il matrimonio è quindi un percorso si d’amore, ma al quale si deve giunge dopo un cammino di conoscenza profonda di se e dell’altro e dopo aver accertato la condivisione di un comune progetto di vita.
Una scelta per sempre è possibile solo quando, come ci dice Papa Francesco “si scopra un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata”.
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