Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Denatalità e crisi della società capitalista. Attaccati al proprio “Io” è più difficile diventare genitori

Massimo Recalcati commenta le rilevazioni del recente rapporto del CISF sulla fuga dei giovani dalle responsabilità famigliari

In Italia, secondo un recente rapporto del CISF – Centro Italiano Studi sulla Famiglia il Il 36% dei giovani tra i 25 e i 34 anni dichiara di non volersi sposare, il 40% non pensa di avere figli, mentre solo il 13% dei maschi e il 25% delle femmine pensa a un progetto che preveda la costruzione di una famiglia. Sul perché di questa fuga dalle responsabilità, dal matrimonio e dai figli è intervenuto, tra gli altri, anche lo psicoanalista Massimo Recalcati, intervistato sul tema dal quotidiano Avvenire.

“L’esperienza della genitorialità – spiega Recalcati – è un’esperienza di decentramento del proprio Io. Il vero ostacolo a diventare genitori è l’attaccamento al proprio Io che a volte porta anche verso la volontà di avere un figlio che però non ha nulla a che fare con il desiderare un figlio. La nascita di un figlio comporta sempre una certa rinuncia di godimento da parte dei genitori. Rinuncia che nel nostro tempo può essere vista come una sciagura”.

Denatalità: la crisi profonda della società capitalista

Secondo Recalcati, tuttavia, il problema non è da individuarsi in una famiglia sempre più incentrata sulle relazioni affettive e e che ha rotto il legame tra relazione sponsale e relazione genitoriale, quanto piuttosto nella crisi profonda del modello capitalista. “Una famiglia – è l’opinione di Recalcati – è sempre centrata sulle relazioni. Ma questo non significa smarrire il senso del legame familiare. L’identità di padre e di madre non viene mai dalla biologia. È un’illusione materialistica. Un padre non è uno spermatozoo, una madre non è un ovulo. La famiglia è il luogo dell’accoglienza, dell’ospitalità, della casa. Dove c’è accoglienza c’è sempre famiglia. Il discorso del capitalista tende invece a sputare sulla famiglia o a pensarla solo come occasione di vendita dei suoi prodotti. Io credo fortemente nel fatto che la vita umana necessiti di radici, di essere accolta, di avere una famiglia”.

“Non dobbiamo fissare la pagliuzza e ignorare la trave – ha aggiunto lo psicologo – La trave è che il discorso del capitalista vorrebbe distruggere il discorso educativo come tale inculcando come unico discorso possibile quello del profitto e del successo individuale. La trave è l’assenza dell’amore come ingrediente fondamentale dei legami umani. La trave è il primato dell’Io su ogni cosa. La pagliuzza è la metamorfosi storica della famiglia contemporanea che oggi non è più nucleare, formata da una coppia bianca eterosessuale con un paio di figli (…)”.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA