Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

L’accoglienza degli oratori e dei centri estivi. Costruttori di relazioni dopo la parentesi del lockdown

I più piccoli hanno sofferto maggiormente le privazioni della socialità dovute alla pandemia. Che ora devono superare

Le ferite delle comunità più colpite dal Coronavirus sono guarite dall’accoglienza degli oratori. Che non sono solamente centri estivi (tanto utili per aiutare le famiglie a gestire i propri figli durante l’estate), ma anche fenomenali tessitori di relazioni sociali che la quarantena aveva indebolito, soprattutto per i più giovani. Così in Emilia Romagna e Lombardia le attività estive stanno avendo una funzione terapeutica per ragazzi e bambini che, nella fase più dura dell’emergenza, quella della scorsa primavera, sono stati messi a dura prova dalla chiusura delle scuole.

“La nostra comunità – spiega ad Avvenire Gabriele Mainardi, vicario dell’Unità pastorale di Pizzighettone, nei pressi di Codogno – è stata colpita sia nel numero dei morti che in quello dei contagi e le ferite sono ancora profonde, ma abbiamo fortemente voluto proporre anche quest’anno l’esperienza dell’oratorio estivo”, mentre don Nicola Brevi, vicario di Sant’Alessandro in Colonna, a Bergamo Bassa, e coordinatore dell’oratorio dell’Immacolata, ritiene che la cosa fondamentale sia ora quella di “riabilitare la libertà dei ragazzi”.

Accoglienza negli oratori e nei centri estivi: un’aria di rinascita

Negli oratori e nei centri estivi, quindi, si respira un’aria di rinascita. La rinascita dopo un momento buio della nostra storia, sicuramente. Ma anche la rinascita per una generazione che più di altre ha subito i traumi di questo evento. Privati degli amici, dell’istruzione, degli spazi di svago e condivisione, i più piccoli, soprattutto nelle realtà che più di altre sono state colpite, hanno vissuto sulla propria pelle anche la paura. Notevoli, secondo recenti indagini e ricerche, gli effetti negativi di questa situazione: insonnia, maggiore dipendenza dai genitori e quella che viene chiamata “sindrome della capanna”. L’incapacità, cioé, di tornare a vivere all’aria aperta dopo il rassicurante ma al contempo deprimente periodo del lockdown. Danni che, purtroppo, possono essere guariti solo da un graduale ritorno alla socialità. Che è importante per tutti i bambini ma, in maniera peculiare, per quelli più fragili.

Accoglienza negli oratori e nei centri estivi: “I Talenti” di Monghidoro (BO)

A proposito di questa categoria, sempre in Emilia Romagna, tra i centri estivi che hanno aperto le proprie porte ai più piccoli c’è il centro Pan di Zucchero “I Talenti” di Monghidoro (BO), gestito da Ai.Bi. – Amici dei Bambini. Il centro ha ripreso le proprie attività “in presenza” lunedì 29 giugno. Attività che proseguiranno per tutta la stagione estiva, con una scrupolosa attenzione alla sicurezza dei piccoli utenti e degli operatori. Tutte le attività da quelle di aiuto nei compiti e di recupero scolastico, ai laboratori formativi e ricreativi saranno svolte in piccoli gruppi composti da sette bambini o adolescenti, accompagnati da due volontari ed educatori. Il ruolo di “costruttore di relazioni” di questo centro è garantito anche dalla sua struttura: i corsi realizzati sono completamente gratuiti e sono realizzati grazie al sostegno di una rete di famiglie volontarie e associazioni del territorio. Le attività offerte dal Centro sono rivolte a tutti i bambini, specialmente a quelli più fragili. La maggioranza dei giovani del territorio che vi si rivolgono sono infatti provenienti da altri Paesi o nati in Italia da famiglie straniere.

Il Centro offre anche sostegno logopedico ai bambini che presentano maggiori difficoltà, garantendo gratuitamente su richiesta della famiglia o segnalazione della scuola un servizio dedicato e specialistico rivolto al singolo bambino seguito. Le attività del Centro sono accessibili fino ad un massimo di 50 bambini del territorio del comune di Monghidoro, dai 6 ai 14 anni. Il progetto “I Talenti” è promosso dall’Unione dei Comuni Savena Idice e dalla Curia di Bologna e si rivolge ai minori con maggior bisogno di sostegno e a maggior rischio di emarginazione.

Per informazioni: ufficioprogetti@aibi.it

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA