Nell’ospedale simbolo della lotta al Coronavirus un segnale di ottimismo per un Paese intero
In un’Italia che, sul piano demografico, arranca, a Cremona si festeggia la nascita, in sole 24 ore, di ben 15 bambini. Un segnale di speranza forte in un territorio fortemente colpito dall’emergenza Coronavirus. Nell’arco di un solo giorno infatti, dalle 15 di venerdì alle 15 di sabato, all’ospedale Maggiore di Cremona sono venuti alla luce 10 femmine e cinque maschietti, compresi due gemelli. Un evento eccezionale che avviene in una struttura fortemente segnata dalla preoccupazione per il Covid. Un “evento straordinario” e un “segnale di rinascita” fanno sapere dal reparto di ostetricia e ginecologia, diretto dal primario Aldo Riccardi.
L’ultimo dei neonati, peraltro, è venuto alla luce in una stanza di degenza dello stesso reparto, ovviamente con l’assistenza di ostetriche e medici, in quanto in sala parto non c’era più posto. Un vero e proprio simbolo, perché proprio l’area di Ginecologia dell’Ospedale Maggiore di Cremona era stata trasformata interamente, nei mesi di marzo e aprile scorso, in un reparto dedicato al coronavirus. E proprio a Cremona era stata scattata l’immagine dell’infermiera stremata e addormentata sul PC, che aveva fatto il giro d’Italia.
Ma un evento straordinario anche perché la media di parti nell’ospedale è decisamente più bassa, siamo circa a 3 al giorno, 105 al mese. “I nascituri – scrive Ferdinando Camon su Avvenire – vengono monitorati e seguiti nei movimenti, e così s’è scoperto che, se la madre ascolta musica classica, il piccolo muove le mani, se ascolta musica rock muove i piedi. Non so cosa, ma qualcosa deve significare. Mentre il medico auscultava il cuore di un nascituro, nella stanza entrò il padre del piccolo sbraitando. Il cuore del piccolo ebbe un tremito e accelerò. Noi esistiamo prima di esistere, e abbiamo un rapporto col mondo prima di essere nel mondo. Siamo preesistenti a noi stessi. La nascita è un evento che ci precede e ci scavalca. È un evento che ha una storia. Tra venerdì e sabato, si sono rivelati a noi quindici eventi-storia, in contemporanea. È questo il portento”.
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