Le riflessioni dei figli adottivi al tempo del coronavirus: “Dobbiamo ritornare bambini quando soli, nei nostri istituti abbracciavamo il Signore per abbracciare la speranza di incontrare una mamma e un papà”

“Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede che libera dalla paura e dà speranza”.
Queste sono le parole del nostro Papa che ho ascoltato una sera, in questo strano periodo di tempo, nel quale è anche facile perdere la speranza in un futuro diverso e migliore.
Mi hanno colpito profondamente perché, come figli adottivi, è questo che abbiamo fatto da piccoli, quando soli, nei nostri istituti abbracciavamo il Signore per abbracciare la speranza di incontrare una mamma e un papà.
L’abbraccio è di per se un gesto che ci permette di essere noi stessi. In un abbraccio non puoi fingere. In quel momento ci sei tu con le tue debolezze.
L’abbraccio è consolatore…
Eppure oggi non siamo più capaci di abbracciare. Siamo presi dalle nostre vite, dalle nostre preoccupazioni, dai nostri egoismi. Pensiamo che da soli ce la possiamo fare…
Dobbiamo ritornare bambini.
Dobbiamo ripensare al nostro primo abbraccio, quello dato alla nostra mamma e al nostro papà, quando li abbiamo incontrati per la prima volta.
Dobbiamo ricordare la gioia di quell’abbraccio e quella sensazione di piena fiducia. Quel nostro lasciarsi andare completamente tra le loro braccia.
Questo è l’abbraccio con cui oggi più che mai, dobbiamo abbandonarci al Signore, un abbraccio di speranza.
Lasciamoci andare tra le sue braccia affinché Lui ci liberi dalla paura e ci infonda quella fiducia che non percepiamo più.
Greta Griffini
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