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Sono stata adottata a 10 anni. Ora vorrei adottare un bambino della stessa età

L’adozione è un dono così prezioso che, una volta ricevuto, si può sentire il desiderio di ricambiarlo

Carmela è stata adottata dalla Colombia all’età di 10 anni. Oggi, con il marito Paolo, sta affrontando il percorso dell’Adozione Internazionale proprio nel suo Paese d’origine. Funziona così, con i doni. Soprattutto quando sono preziosi. Quando se ne riceve uno, si desidera alle volte condividerlo e donarlo a propria volta. Anche l’adozione è un regalo che, una volta ricevuto, si può sentire l’impulso di “restituire”. Quando Carmela ha varcato l’ufficio della sede dell’ente autorizzato cui aveva affidato l’incarico per il suo iter adottivo, subito l’operatrice con cui si è interfacciata ha notato i suoi lineamenti, palesemente latinoamericani. Così ha raccontato la sua vicenda. “Ho vissuto l’adozione – ha spiegato – come una seconda possibilità, che il Signore mi ha concesso grazie all’amore di quella famiglia che, da un’altra parte del mondo, ha scelto di volermi accogliere”.

“Avevo 10 anni, all’epoca – ha proseguito – vivevo in una casa famiglia a Bogotà. A un certo punto una delle suore che gestivano il centro mi ha chiamata. Sono entrata nel suo ufficio e lì, insieme a un’educatrice, mi hanno dato la notizia: avevo, in Italia, una mamma, un papà e un fratello che sarebbero venuti a prendermi per portarmi a casa, con loro. Anche mio fratello era stato adottato in Colombia in precedenza. Qualche giorno dopo fui vestita con un abitino elegante e mi legarono i capelli. Fui portata all’incontro con la mia famiglia! Fu un momento decisamente strano ed emozionante. All’inizio mio fratello fu fondamentale per ‘farmi da ponte’ con quel mondo nuovo che stavo scoprendo”.

“Negli anni – ha spiegato ancora Carmela – sono sempre stata grata di quell’amore che, nei miei primi dieci anni di vita, mi era mancato. Oggi siamo legatissimi, io e la mia famiglia. Con mio fratello e i miei nipoti ci sentiamo di continuo. Ho ricevuto un dono importante e, oggi, questo dono è stato fondamentale per spingermi a fare questo passo. Per spingermi a dare a un altro bambino l’opportunità che io ho avuto. Ecco perché, al colloquio, ho chiesto di poter adottare un bambino di 10 anni esatti. L’età che avevo quando questa opportunità fu concessa a me”. L’opportunità di cui parla Carmela è quella di sanare ciò che può essere considerato come la più grave ingiustizia sulla Terra, quella che lascia un bambino privo dell’amore e del caloroso abbraccio di una famiglia.

Quell’abbraccio che, però, una volta riacquisito, può cambiare, per sempre, la traiettoria di vita di un bimbo che, purtroppo, ha avuto come unica colpa quella di essere nato nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Ma che, grazie al gesto di accoglienza di qualcuno, magari dall’altra parte del mondo, potrà tornare, finalmente, a occupare il suo spazio naturale nella vita. Tornando, cioè, a essere figlio.

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