Accogliere e proteggere. Papa Francesco nella giornata dei rifugiati sprona le comunità cristiane di tutto il mondo ad aprire le proprie braccia ai fratelli ed alle sorelle più fragili in fuga dalle violenze della propria terra.

Si è celebrata sabato 20 giugno la giornata dedicata ai rifugiati. Secondo un Rapporto stilato dall’Unhcr, nel 2019, sono stati 70,8 milioni le persone in tutto il mondo costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di confitti, persecuzioni e violenze. Di queste, circa 25,9 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali minori.
Nella giornata in cui si getta un po’ di luce su questa immane catastrofe, Papa Francesco ha voluto, come sempre, far sentire la sua voce: “Nei profughi e negli sfollati è presente Gesù, costretto, come ai tempi di Erode, a fuggire per salvarsi –si legge in una nota pubblicata dal Santo Pontefice- Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto di Cristo che ci interpella. E allora saremo noi a ringraziarlo per averlo potuto amare e servire”.
Accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Queste sono le parole attorno alle quali Papa Francesco ha voluto articolare il ministero tra migranti e rifugiati e attraverso le quali sprona le comunità cristiane di tutto il mondo ad aprire le proprie braccia verso i fratelli più fragili, strappati dalla propria terra, che portano negli occhi il ricordo delle sofferenze subite.
I migranti e i rifugiati bussano alla nostra porta in cerca di un futuro lontano dalla paura. Alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie.
Come ha dichiarato il Segretario Generale di Caritas Internationalis, Aloysius John in una nota pervenuta all’agenzia Fides: “Per molti in tutto il mondo, queste persone non hanno un volto né una storia. I rifugiati sono solo numeri o notizie da guardare brevemente sul giornale. Raramente ci preoccupiamo di loro o conosciamo le storie di sofferenze indicibili, di dolore immane e persistente e soprattutto di disumanizzazione”.
Sin dall’inizio del suo pontificato, invece il Santo Padre ha dedicato un’attenzione speciale ai loro bisogni e ha voluto incontrarli di persona, per manifestare la sua vicinanza alle loro sofferenze.
Un’attenzione continua quella del Santo Padre verso le popolazioni più fragili come quella siriana. Ricordiamo tutti i suoi accorati appelli rivolti alla comunità internazionale affinché si prodighi per la salvaguardia della vita della popolazione di questa terra amata e martoriata e la sua Ave Maria durante l’Angelus di qualche mese fa, nella quale il Santo Padre ha voluto idealmente riunire Piazza San Pietro con tutti i fedeli nel mondo.
Un’attenzione condivisa anche da Ai.Bi. che nel nord ovest della Siria è l’unica ONG presente ad operare nelle tendopoli dei campi profughi di Idlib la zona più dimenticata del Paese, con la campagna #nonlasciamolisoli, nata nel 2013 per far si che su questo dramma e su queste famiglie non scendesse l’oblio.
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