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Ho paura del contagio. Posso non andare a messa?

Buongiorno

nonostante la riapertura delle chiese per assistere alla messa festiva, avendo 70 anni e convivendo con i miei genitori ultranovantenni, temo per la mia e la loro incolumità a causa del Coronavirus. Questa può essere considerata una grave causa che possa dispensarmi dalla frequenza della Santa Messa? Se assisto alla celebrazione in televisione, pregando e partecipando attivamente, posso considerare di aver adempiuto correttamente all’obbligo festivo?

Giampaolo

Caro Giampaolo,

nel Codice di Diritto Canonico, al numero 1248, si afferma che è esentato dalla frequenza della Santa Messa chi non può presenziare per una “grave causa” che rende “impossibile la partecipazione alla celebrazione eucaristica”. Certamente il contagio da Coronavirus e la fragilità, testimoniata dall’evidenza empirica, di soggetti che, come lei e soprattutto i suoi genitori, sono in là con gli anni, sono da considerare un motivo sufficientemente “grave”.

Anche le “indicazioni per le celebrazioni liturgiche con il popolo”, pubblicate in data 11 maggio 2020 dall’Ufficio liturgico diocesano dell’arcidiocesi di Firenze riferiscono che “è bene ricordare, secondo il numero 2181 del Catechismo della Chiesa Cattolica, che ‘i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo, per esempio, la malattia, la cura dei lattanti, o ne siano dispensati dal loro parroco’ (CJC 1245); anche in considerazione delle sollecitazioni che in questa emergenza ci vengono fatte, affinché le persone più vulnerabili rimangano al sicuro a casa, si invitino anziani e malati a restare nelle proprie abitazioni, seguendo la celebrazione eucaristica trasmessa dai canali televisivi e da altri mezzi di comunicazione sociale”.

Come vede, quindi, il suo caso rientra proprio tra quelli menzionati dalle fonti autorevoli. Sperando di esserle stati utili e auspicando di poter presto, tutti noi, presenziare alle funzioni religiose senza alcun timore, la salutiamo caramente.

La Redazione

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