Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Il Rosario dei Bambini Abbandonati. Impariamo a superare i condizionamenti che frenano le scelte che il nostro cuore ci suggerisce

Nel primo sabato del mese di agosto 2025, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Mariateresa e Sergio Bertoldo (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Torino, Regione Piemonte)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,1-12)
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!». Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Il commento di Mariateresa e Sergio

In questo brano di Vangelo incontriamo un Erode che vive nel rimorso per quello che ha fatto, poiché non è in grado di ascoltare ciò che gli suggerisce il proprio cuore.
Erode sa che Giovanni sta dicendo la verità, ma non vuole riconoscerlo e, per paura del giudizio dei presenti, decide di mantenere la promessa fatta alla figlia di Erodiade. Sa che sta condannando un innocente eppure, per non fare brutta figura, decide di far uccidere Giovanni: la vita di una persona vale meno della consapevolezza del peccato. La sua è una promessa sconsiderata, al di là di ogni buon senso.
Così capita spesso anche a noi, che talvolta, per motivi futili e inconsistenti, prendiamo decisioni di cui poi ci pentiamo. A volte abbiamo paura, a volte ci rattristiamo, a volte pensieri e sentimenti parlano in modo chiaro eppure decidiamo di non assecondarli perché sarebbe troppo pesante portare la responsabilità delle nostre azioni.
La vicenda di Erode ci fa da specchio, rivelandoci il gioco sottile dei pensieri e dei sentimenti che talvolta si muovono interiormente e prendono il sopravvento.
Anche la scelta adottiva/affidataria può porre molte famiglie nella condizione di sapere che sarebbe la scelta giusta, ma i condizionamenti esterni come la paura del futuro, il rischio di un fallimento, la fatica nella gestione del bambino e della sua storia, sono così forti che, spesso, impediscono la realizzazione di un progetto che renderebbe figlio un bambino abbandonato.

Preghiamo

Nel primo mistero della gioia, contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria.
Preghiamo perché impariamo a superare i condizionamenti che frenano le scelte che il nostro cuore ci suggerisce.

Nel secondo mistero della gioia, contempliamo la visita di Maria a Santa Elisabetta.
Preghiamo per tutte le persone coinvolte nella formazione delle famiglie affinché sappiano rendere questo percorso un vero momento di sostegno e incoraggiamento facendo trasparire la bellezza dell’accoglienza.

Nel terzo mistero della gioia, contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Preghiamo per tutti i bambini coinvolti nei conflitti e in particolare per quelli che sono rimasti senza famiglia, affinché possano trovare persone attente e generose che sappiano donare loro qualche sollievo e la speranza di una rinascita.

Nel quarto mistero della gioia, contempliamo la presentazione di Gesù al tempio.
Preghiamo affinché tutte le famiglie e in particolare quelle adottive e affidatarie incontrino una società inclusiva, capace di accogliere le loro esigenze e quelle dei loro figli.

Nel quinto mistero della gioia, contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio.
Preghiamo per tutte le famiglie in difficoltà perché abbiano il coraggio di chiedere aiuto e non si sentano sole nell’affrontare i problemi che si incontrano nel difficile percorso di crescita dei loro figli.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA