Nel primo sabato del mese di luglio 2025, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Grazia e Massimo Ranuzzi (Comunità La Pietra Scartata, diocesi di Viterbo, Regione Lazio)
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-17)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
Il commento di Grazia e Massimo
Il passo del Vangelo di Matteo si concentra sul tema del rapporto tra la novità del messaggio di Gesù e le tradizioni religiose del tempo, rappresentate dai discepoli di Giovanni Battista e dai farisei. Gesù, con le immagini del vino nuovo negli otri nuovi e del rattoppo nuovo su un vestito vecchio, sottolinea che il suo insegnamento non può essere incasellato nelle vecchie strutture, ma richiede un rinnovamento interiore e una nuova mentalità. Gesù risponde con due parabole che spiegano il suo insegnamento:
– Il vino nuovo negli otri nuovi: il vino nuovo, simbolo della novità del suo messaggio, non può essere contenuto negli otri vecchi, che si spaccano, perdendo sia il vino sia gli otri.
– Il rattoppo nuovo su un vestito vecchio: un rattoppo nuovo su un vestito vecchio provoca uno strappo ancora maggiore, poiché il tessuto nuovo non si adatta a quello vecchio.
Gesù spiega che la sua presenza è come una festa di nozze, un momento di gioia e di novità, dove il digiuno non è appropriato. La sua missione è portare una nuova vita, una nuova alleanza, che richiede un cambiamento radicale di mentalità e non può essere incasellata nelle vecchie pratiche.
Papa Francesco sottolinea che Gesù non è un restauratore del passato, ma un innovatore che porta una novità radicale. La sua parola non può essere semplicemente aggiunta a tradizioni preesistenti, ma richiede un rinnovamento interiore e un cambiamento di mentalità.
La vita cristiana è una testimonianza, uno stile autentico che si confronta continuamente con la freschezza del Vangelo. Non si può “mettere Dio all’angolo”, cioè ignorare o sottovalutare la sua parola, o “lavarsene le mani” rispetto alla sua chiamata.
Questo è quello che vediamo da sempre rispetto la SUA CHIAMATA ad accogliere i bambini abbandonati. Una proposta semplice ma impegnativa e coraggiosa che purtroppo vede sempre una maggiore indisponibilità da parte di una società che ricorre sempre più alla PMA (procreazione medicalmente assistita).
Preghiamo
Nel primo mistero della gioia, contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria.
Ti preghiamo, Padre, affinché le coppie che piangono la propria sterilità possano riconoscere la Tua chiamata, e sentire in questo l’inizio di una storia nuova.
Nel secondo mistero della gioia, contempliamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Ti preghiamo, Padre, perché cresca sempre più una nuova mentalità in chi cerca continuamente conferma nella scienza, per riconoscere la gioia dell’accoglienza di un bambino abbandonato.
Nel terzo mistero della gioia, contempliamo la nascita di Gesù nella capanna di Betlemme.
Ti preghiamo, Padre, per tutti i ragazzi che vivono con sofferenza il loro inserimento nel contesto familiare, che ancora non hanno maturato l’atto di fede nel riconoscersi figli.
Nel quarto mistero della gioia, ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Ti preghiamo, Padre, per i bambini che, a causa della fragilità umana, ancora oggi sono privati del loro diritto di essere amati come figli.
Nel quinto mistero della gioia, contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio.
Ti preghiamo, Padre, per tutti coloro che hanno generato e poi abbandonato un figlio perché possano trovare in questa esperienza dolorosa la loro via di salvezza.
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