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La passione di Gesù Abbandonato: Papà ho compiuto tutto ma tu dove sei? (4)

Gesù si sta accorgendo che qualcosa non va come dovrebbe. È da troppo tempo che non sente più vicino a sé il Padre; da quando ha iniziato la sua passione, il Padre non si è “fatto più sentire”

Gesù disse: “Tutto è compiuto” (Gv 19,30).

Perché tanta rabbia; tanto odio contro me? Ma che male ho fatto loro? Non hanno pietà, nemmeno ora che sto morendo: guarda, come mi deridono, mi umiliano.
Sono stanco, Papà, anche dentro.
Pensavo di essere preparato al peggio; sì, lo sapevo cosa sarebbe successo; ma sai, quando vedi un tuo amico, un tuo discepolo su cui contavo tanto per affidargli la continuazione della nostra missione… rinnegare addirittura di avermi conosciuto!
Mi sono trovato solo; nel momento del bisogno sono scappati tutti, poveretti, così pieni di paura. Vedi, anche adesso, non sono qua, neppure nascosti fra i passanti.
Papà, ora, però, non ce la faccio più, vieni a prendermi. Ho tanta voglia di te, del tuo Amore. Ti prego, Papà, ho bisogno di te; mi manca l’aria, mi manca il respiro, mi manca tutto, mi manchi tu.
Ormai sono pronto; ho fatto tutto quello che mi hai chiesto di fare.
Ti ricordi, Papà, cosa mi hai detto? “Amo quest’uomo e lo voglio salvare. Dobbiamo offrire a lui un’ultima possibilità. Non abbiamo altra scelta: vai sulla terra, figlio mio, e diffondi a tutti gli uomini la Buona Novella. Non preoccuparti, però, figlio mio, io sarò sempre con te; in ogni passo che farai, in ogni momento della tua vita; e tutto quello che mi chiederai, io te lo concederò”.
E io ho obbedito; per Amore tuo e per Amore dell’uomo. Ho fatto quello che mi hai chiesto di fare. Ho rivelato al popolo degli uomini il nostro amore per loro e la via per… raggiungere la salvezza.
Non mi sono mai sentito solo perché ogni giorno parlavo con te e tu eri con me!

  • Il cuore di Gesù è molto agitato. Avrebbe voluto avere più tempo a disposizione per preparare meglio la sua “partenza”, parlare e rassicurare i suoi amici discepoli. Invece, il tempo sta scadendo… Ma non è questo il motivo della sua angoscia. In realtà si sta accorgendo che qualcosa non va come dovrebbe andare. È da troppo tempo che non sente più vicino a sé il Padre; da quando ha iniziato la sua passione, nell’orto del Getsemani, il Padre non si è “fatto più sentire”.
    E adesso è lì sulla croce da ben sei ore e il Padre non si è ancora fatto vivo: un segno, una visione, una parola… Insomma, un “qualcosa” per attestare che il Padre è con lui, che gli sta confermando che tutto sta procedendo secondo il “piano” di salvezza a suo tempo stabilito.
    Allora Gesù lo chiama, con la dolcezza propria di un innamorato da troppo tempo lontano dalla sua amata: “Mi manchi tanto che la mia anima è ‘assetata’ di te; mi manca la vita, mi manca tutto, senza te”.
    Non gli è rimasto più nulla in questa vita, gli uomini lo hanno distrutto: i nemici, il suo corpo; gli amici, il suo cuore. È rimasto Lui, il Padre, e il suo grande amore per Lui; una struggente nostalgia di rivederlo, risentirlo. Ora avverte che non può fare assolutamente a meno della presenza del Padre, della Sua pienezza.
    Lo chiama; si prepara all’attimo finale chiedendo al Padre di venire ad accoglierlo e, invitandolo a fare presto perché le “forze” lo stanno lasciando, gli “racconta” gli avvenimenti accaduti per “convincerlo” che ha portato a termine il compito che il Padre gli aveva affidato su questa terra.

(4 continua)

Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace

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