Adele e Francesco hanno sempre sognato di adottare e un incredibile viaggio li ha condotti verso Michele e Manuela. Attraverso il loro amore hanno aperto le porte del loro cuore, costruendo una solida famiglia: dono prezioso che cambia la vita e riempie il mondo di speranza
Adele e Francesco Farina sono due coniugi che hanno sempre avuto il desiderio dell’adozione: sin dal momento in cui si erano sposati, il pensiero dell’adozione li aveva accompagnati. Le circostanze della vita li hanno poi portati ad accogliere non uno, ma ben due figli adottivi. Il primo a entrare nella famiglia Farina è stato Michele, nato in Colombia. Ma la loro famiglia non si è fermata qui. Dopo alcuni anni, il loro desiderio più grande, quello di regalare a Michele un fratello o una sorella, si è finalmente avverato: dopo poco, Manuela, una bambina dagli occhi a forma di mandorla, ha suonato alla porta di casa Farina.
L’adozione è un dono
Mamma Adele racconta che nonostante non ci fossero impedimenti fisici alla genitorialità naturale, avevano sempre concepito l’adozione come un dono. Era sempre stato chiaro per loro che la possibilità di accogliere un bambino diventava sempre più concreta. Quando venne loro proposta l’opportunità di essere abbinati a Michele, accettarono immediatamente di partire per la Colombia per andare a prendere il loro figlio. Adele e Francesco ricordano che la scheda di Michele presentava alcune particolarità. Il bambino aveva quasi 8 anni e segnalava alcune difficoltà nell’apprendimento cognitivo. In realtà, il vero problema del bambino era il fatto di non avere avuto una mamma e un papà che lo seguissero. Dissero subito di sì, proprio perché sapevano che i figli non si scelgono. Per loro, Michele era semplicemente il loro figlio, senza ulteriori considerazioni.
L’arrivo di Michele
Secondo le parole dei coniugi Farina, il ricordo del primo incontro con Michele è ancora vivido. Affermano che il bambino corse loro incontro e si aggrappò al loro collo, dimostrando di essere in attesa di una famiglia. Michele aveva persino preparato due lettere, scritte di suo pugno, per loro. Inoltre, disegnava costantemente una famiglia in cui c’erano sempre un fratello o una sorella.
Tornati in Italia, Adele e Francesco furono pervasi dal pensiero di avere un figlio biologico, ma il destino aveva in serbo un altro percorso per loro. Adele ricorda che il loro decreto di idoneità stava per scadere, ma non ci volle molto tempo per convincersi ad essere disponibili per un altro bambino. Rifiutare avrebbe significato chiudere la porta ad un altro figlio. E così, Manuela arrivò dalla Cina.
L’arrivo di Manuela
La famiglia Farina non era completa senza l’arrivo di una sorella, proprio come Michele disegnava sempre. Mamma Adele racconta che quando Manuela guarda la televisione, si sdraia sul divano nella sua stessa posizione, con una gamba tesa e l’altra attorcigliata intorno e commenta scherzosamente che in Campania si dice: “I figli sono di chi li cresce, non di chi li fa”. Questo detto si è, infatti, rivelato molto appropriato!
La famiglia Farina ha realizzato tutti i loro sogni e Adele afferma che l’adozione è un atto di amore, che permette ai bambini di rinascere una seconda volta, come hanno vissuto con Michele e Manuela.
Manuela si è integrata bene sia a scuola che in famiglia, è molto protettiva nei confronti di Michele e rimprovera sua madre se si dimostra troppo severa con lui. Adele racconta anche che, recentemente, una compagna di scuola di Manuela le ha chiesto perché il fratello aveva una carnagione più scura. In risposta, Manuela ha chiesto alla compagna di avvicinare le mani alle sue e ha spiegato che le dita della mano sono tutte uguali, ma ognuno è diverso… E la compagna di scuola non ha saputo cosa rispondere!
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