Salvatore Ferrigno è un uomo dal passato turbolento, ha toccato il fondo ma è riuscito a rialzarsi. La fede lo ha aiutato, ma anche la sua grande forza di volontà. La sua toccante storia testimonia che rialzarsi è possibile, anche quando sembra tutto finito
Salvatore Ferrigno è un uomo di 58 anni che, a soli 11 anni, ha iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti e poi, con la denuncia di sua madre, è stato anche in carcere. Ferrigno ha raccontato la sua storia di rinascita alla testata “Famiglia Cristiana”.
Una vita ad essere rincorso dai suoi genitori, che cercavano di salvarlo, farlo crescere e lavorare… Poi la morte dei genitori, un matrimonio e una separazione, un figlio ormai di 22 anni e mai incontrato, la perdita del lavoro e poi anche della casa, le notti in macchina senza più nulla. Il buio, la disperazione, nessuna forza di andare avanti e ricominciare.
La rinascita
“Non ho mai abbandonato il sogno di diventare un uomo normale”, dice Salvatore. E quel sogno si è poi realizzato, all’improvviso, con l’incontro della Caritas. Salvatore era stanco dei suoi errori, era stanco di sentirsi sbagliato, è entrato nel centro di ascolto della diocesi di Nola e ha trovato il coraggio di raccontarsi e chiedere aiuto: lì ha trovato persone disposte ad ascoltarlo e a farlo sentire meno solo.
Così, pian piano, ricomincia la sua vita: lavora in Caritas e in cinque anni riesce a riprendere in mano la sua vita, la vita che gli stava sfuggendo di mano e che non riusciva a recuperare da solo.
La rabbia
Una volta ritrovata la pace e la comfort zone dicono a Salvatore che deve lasciare la Caritas. Lui si arrabbia e non capisce perché debba andare via. Ma con calma è riuscito a capire che non aveva sbagliato nulla, che quella non era una espulsione, ma un nuovo inizio per tornare protagonista della sua vita. Salvatore faticava a fidarsi, ma ha imparato che la fiducia è una bella esperienza.
La fiducia e la rinascita
Era arrivato il momento di consolidare la sua identità e, anche se aveva paura di perdere la sua nuova famiglia, ha capito che lì era nato il nuovo Salvatore.
Adesso Salvatore Ferrigno vive a San Giuseppe Vesuviano: cura uno spazio di accoglienza che si chiama il “Mondominio” ed è membro dell’equipe diocesana della Caritas.
“Non sono ancora arrivato a essere l’uomo che vorrei, ma so che sono ancora un uomo, che sono vivo e sto cercando di diventare quell’uomo a cui mio padre credeva. Sono desiderato da Dio e sono figlio suo. La mia felicità è racchiusa tutta qua”.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


