Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Adozione internazionale. “Le dita della mano non sono tutte uguali, ognuno è diverso però stanno sempre insieme”

Adele e Francesco: “Da noi in Campania si dice che ‘I figli sono di chi li cresce, non di chi li fa’. Mai un detto fu più azzeccato!”

Adele e Francesco avevano pensato all’adozione fin dai tempi del loro matrimonio; la famiglia ideale di loro figlio Michele, 11 anni, colombiano di nascita, non era perfetta se non con un fratello; Manuela, 7 anni e due occhi a mandorla, quando guarda la televisione si sdraia sul divano nella stessa posizione della mamma, una gamba tesa e l’altra attorcigliata intorno. “Da noi in Campania si dice che ‘I figli sono di chi li cresce, non di chi li fa’. Mai un detto fu più azzeccato!”

Tutti i sogni di questa famiglia adottiva di Salerno hanno trovato casa: “L’adozione è un atto di amore che fa rinascere questi bambini una seconda volta – dice Adele – lo abbiamo vissuto prima con Michele e poi con Manuela”.

Adele e Francesco ottennero l’idoneità all’adozione poco tempo dopo il loro matrimonio e la loro avventura li ha portati a incontrare i loro figli in Sudamerica e in Cina.

 “L’Adozione per noi è un dono!”

“Abbiamo sempre concepito l’adozione come un dono, pur non essendoci impedimenti fisici alla genitorialità naturale – racconta Adele – tuttavia dopo una gravidanza non arrivata al termine, capimmo che la strada dell’adozione si faceva più concreta e accettammo subito di partire per la Colombia per andare a prendere Michele. La sua era una scheda un po’ particolare: il bambino aveva quasi 8 anni e indicava qualche problema a livello di apprendimento cognitivo. In realtà, l’unico problema del bambino era quello di non essere stato seguito da una mamma e un papà. Dicemmo subito di sì proprio perché i figli non si scelgono. Per noi era lui nostro figlio e basta”.

Mamma e papà ricordano ancora il primo incontro con Michele: “Ci corse incontro, si aggrappò al collo, dimostrandoci che stava aspettando una famiglia – dicono – aveva addirittura preparato due lettere, scritte di suo pugno, per noi. E disegnava sempre una famiglia in cui c’era un fratello o una sorella”.

 Adozione: benvenuta Manuela!

Rientrati in Italia, il pensiero del figlio biologico riemerse in Adele e Francesco ma il destino stava percorrendo un’altra strada: “Dal Tribunale dei minorenni ci proposero un rinnovo del decreto, era ancora possibile – dice Adele – e dire di no avrebbe significato chiudere la porta a un altro figlio. E così è arrivata Manuela, l’estate scorsa”.

La bambina era stata operata di spina bifida in tenera età e presentava ancora delle problematiche spinali (midollo ancorato, lieve zoppia e scoliosi).

Grazie a un percorso riabilitativo di ginnastica posturale, con controlli periodici, ha recuperato la forza muscolare della gamba destra e, grazie agli esercizi e al rialzo al calcagno sinistro, è notevolmente migliorata nella zoppia e nei movimenti. Cammina quasi perfettamente e le cadute sono rare.

All’inizio la bambina era impaurita, ma dopo un po’ ha cominciato a legare con Michele, a giocarci e a “farsi gli scherzi”. Dopo qualche giorno, si è legata alla mamma e poi al papà.

Oggi Manuela si è inserita bene a scuola e in famiglia, con sorprendente proprietà di linguaggio, è molto protettiva verso Michele e addirittura rimprovera la mamma se è troppo severa con il fratello.

A scuola una sua compagna di recente le ha chiesto perché il fratello è scuro di pelle – conclude Adele – Manuela le ha chiesto di avvicinare le mani alle sue dicendo: ‘le dita della mano non sono tutte uguali, ognuno è diverso però stanno sempre insieme’”. Inutile dire che l’amichetta non è stata in grado di replicare!”

Adele, Francesco, Michele e Manuela

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA