Nessuno aiuta, purtroppo, chi si appresta ad accogliere un bambino abbandonato. Ecco, il fondamentale ruolo dei futuri nonni adottivi per evitare che i figli rinuncino al loro progetto adottivo

È luogo comune dire che i nonni siano due volte genitori, una volta per esserlo effettivamente stati, un’altra perché l’arrivo di un nipotino, viene vissuto come un dono che li investe di nuova e graditissima responsabilità, che li riporta indietro nel tempo, facendo tesoro di esperienze già vissute.
L’affetto e l’amore per un nuovo membro della famiglia è talmente coinvolgente che il rapporto che lega i nonni ai nipoti è speciale per la sua generosità. In questo ci arricchisce l’esperienza di Graziana, nonna adottiva, riportata da Vatican News, che paragona l’emozione dell’arrivo in famiglia di Jordan (nome del bimbo adottato) alla stessa di assistere al parto della figlia: “…L’emozione è stata talmente grande che a me è rimasto dentro quel momento, come il momento del parto di mia figlia ed è stata una cosa che io le ho ripetuto spesso: quando penso a mio nipote, penso a un figlio nato veramente dalle viscere. Ho avuto realmente la percezione di essere fuori dalla sala parto e di vedere uscire l’ostetrica che mi diceva: ‘È nato il bambino, è un maschio, è andato tutto bene’. Sembra assurdo ma è così, anzi l’impatto emotivo forse è stato ancora più forte e doloroso, perché non abbiamo dovuto aspettare solo una mezza giornata o un giorno per vederlo…”
Graziana racconta anche delle difficoltà incontrate nel percorso di adozione e della gioia che è letteralmente esplosa in tutti i componenti della famiglia: gli altri figli, gli altri nonni, fino al festeggiamento con parenti e amici, del tanto desiderato Jordan. Tanto che il pasticcere all’ennesima torta da preparare ha chiesto se per caso fosse nato un bambino!
Il grande ruolo dei nonni nel percorso adottivo
La storia di Graziana fa capire ai nonni il grande compito che li attende nel sostenere i figli nel cammino dell’adozione, un percorso meraviglioso, ma anche complesso e non privo di difficoltà. Il loro “ruolo” fondamentale, sarà allora quello di incoraggiarli, spronarli a non demordere, ad andare avanti, perché alla fine del cammino, ad attenderli ci sarà la realizzazione del sogno più bello, quello di donare nuova vita ad un bambino abbandonato, di essere famiglia. I nonni di quel nipotino, che in quel momento sarà ancora delineato solo nei loro desideri, dovranno allora essere lì, pronti, quando accadrà che stanchi, gli aspiranti genitori si siederanno e penseranno di non avere più le forze per continuare. Dovranno accompagnarli, lungo il loro difficile cammino. “Quello dell’adozione – spiega Graziana a Vatican News- è un percorso ad ostacoli, fatto di porte che si chiudono anziché aprirsi e che spesso scoraggia le coppie che alla fine rinunciano al sogno di diventare genitori, addirittura vivono un doppio fallimento: per non essere riusciti a concepire naturalmente e per non essere arrivati alla fine di questo cammino”
La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo (MT 12).
Ogni vita è un dono. Eppure, quanti bambini, quante persone al mondo sono nella condizione di essere “Pietre Scartate”, a causa della mancanza di umanità, di accettazione e della inviolabilità della vita, che caratterizza il nostro tempo. Non possiamo avere dubbi che ogni uomo sia nostro fratello, che ogni bambino sia nostro figlio e che il volere dare amore solo ai rapporti di consanguineità soffoca la nostra generosità e il nostro essere cristiani. Altrimenti ci precluderemmo la possibilità di godere di una gioia familiare senza confini. Perché un figlio e un nipote, non è, come ci piace sempre ricordare “solo di pancia ma anche di cuore”.
I nonni sono la memoria della famiglia, con il ruolo di fondamentale importanza di fornire una storia familiare anche ai piccoli adottati. Il loro raccontare, i loro riferimenti al vissuto della famiglia e agli episodi di vita quotidiana sono un contributo essenziale per “Fare famiglia”, nel significato più completo e per dare al nuovo nipote il senso di piena appartenenza che parla il linguaggio universale dell’amore e della accoglienza.
“Non c’è alcuna differenza tra Jordan e gli altri nipoti, anzi – chiarisce Graziana- Non esiste né in termini educativi né relazionali, non mi viene mai in mente che Jordan può essere un nipote diverso dagli altri, quello è mio nipote e basta! Io lo sento talmente nostro, in una maniera così viscerale, che addirittura ravviso in lui i lineamenti del viso di mio genero”.
Quello del nonno non è un ruolo facile, specialmente oggi. Per viverlo nel migliore dei modi, in tutte le sue potenzialità e garantendo un aiuto che sia realmente importante per i propri nipoti, periodicamente il Faris – Family Relationship International School, la Scuola Internazionale per le Relazioni Familiari della Fondazione Ai.Bi., organizza periodicamente diveri webinar e corsi su diversi argomenti dedicati proprio ai nonni.
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