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Storie di accoglienza. Non sarei qui adesso se non fossi stata amata così tanto: il dono della vita è davvero il dono più grande

Nelle parole di Gianna Emanuela Molla il ricordo sempre vivo dell’ immenso atto di amore compiuto dalla sua “grande” mamma 

Santa Gianna Beretta Molla era una donna, una moglie, una professionista: medico pediatra, ma soprattutto una mamma.

Nel 1961, incinta di Gianna Emanuela, la sua quarta figlia ma con un tumore all’utero, sceglie di sacrificare la sua vita, pur di non recare danno a quella della sua bambina. La mamma fu canonizzata nel 2004, da Papa Giovanni Paolo II.

Il suo percorso d’amore nasce fin dall’infanzia.

Sulla pagina a lei dedicata QUI si apprende come la Santa: “Già dall’infanzia segua un’educazione cristiana che riceve dai genitori, i quali la portano a considerare la vita come un dono meraviglioso del Signore, ad essere fiduciosa nella Provvidenza, ad essere sicura della necessità e dell’efficacia della preghiera”.

Silvia Lucchetti, su Aleteia racconta dell’incontro “ravvicinato” con Gianna Emanuela, la quarta figlia della Santa, avvenuto durante La Marcia per la vita del 22 maggio scorso.

“Prima salviamo il bambino”

Dal web magazine si apprende come nell’agosto del 1961, Santa Gianna Beretta Molla, viva “l’immensa felicità di una nuova gravidanza ma al contempo una grande preoccupazione: un grosso fibroma a fianco dell’utero – e di come- la coraggiosa mamma scelga di rimuovere il fibroma senza danneggiare la figlia, mettendo in serio pericolo la sua vita. Si raccomanda al chirurgo: “Prima salviamo il bambino!”. L’intervento va bene ma lei poco prima del parto confida al marito, consapevole della gravità della situazione, le sue volontà: “(…) Se si dovrà decidere tra me e il bambino, decidete per il bambino, non per me”.

La bimba viene così data alla luce, ma la sua mamma “colpita da una inarrestabile peritonite accoglie le sofferenze continuando a baciare il crocifisso e ricevendo l’Eucaristia. Il sabato dopo Pasqua, provata da sofferenze inaudite – che le facevano invocare con ancora più forza la Madonna affinché la portasse in cielo” il 28 aprile del 1962 muore.

Il grande amore con suo marito Pietro

La storia di questa Santa mamma, a cui molte donne si affidano per chiedere la grazia della maternità, vede un altro importante protagonista, suo marito Pietro. È proprio la figlia della Santa, a spiegare ad Aleteia, il profondo rapporto di amore e di preghiera che univa i due coniugi.

Una fitta corrispondenza affettuosa e di preghiera, legava marito e moglie quando Pietro era lontano per lavoro. Ad una di queste lettere, Santa Gianna rispose: “… Sei proprio un carissimo e affettuosissimo maritino, un santo papà, non d’oro, ma di brillante, il più grosso e il più prezioso che ci sia su questa terra” …

Riporta Aleteia, che un sacerdote americano, Padre Gino Dalpiaz, molto devoto alla Santa, scrivendo a Gianna Emanuela, dopo aver letto la rivista Gianna, sorriso di Dio degli anni 2010-2011, che la donna aveva dedicato interamente alla memoria del papà, venuto a mancare nel 2010 a 98 anni, avesse considerato: “Hai detto tutto quando scrivi a p. 5: “La conoscenza della figura del Papà ci aiuta a conoscere ancora meglio la figura della Mamma”.

Nella nostra antropologia cristiana l’uomo e la donna – il marito e la moglie – sono complementari. Hanno bisogno dell’altro per complementarsi e diventare più uomo, più donna. Senza tuo padre, tua madre non sarebbe diventata la donna, la santa che è diventata. Le sarebbe mancato qualche cosa di veramente prezioso e unico. Nella Santa Gianna Beretta Molla si sente l’influsso del suo “caro Pedrin”. Tuo padre era veramente un uomo santo”.

Il dono della vita

 Ogni mattina – racconta Gianna Emanuela sul web magazine– quando mi sveglio e apro gli occhi, ringrazio il Signore, la Vergine Maria che ha fatto incontrare i cuori di Mamma e Papà, la mia amatissima e Santa Mamma e il mio amatissimo Papà, veramente suo degnissimo sposo, per il dono della vita, che è davvero tutto, io posso ben dirlo, non sarei qui adesso se non fossi stata amata così tanto! Il dono della vita è davvero il dono più grande, più prezioso e più sacro, che si è sempre in dovere di onorare, di rispettare e di difendere”.

Foto (www.santagiannaberettamolla.com)

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